Immaginati la scena: finalmente sei riuscito/a a trovare il corso di laurea più adatto a te, ti stai facendo un’idea di dove si trovano le aule, sei entusiasta di iniziare… ma ecco che arriva la nota dolente: il pagamento delle tasse!
E come si fa il versamento? Te lo spiego subito in questo articolo!

Servizi Online e PagoPA
La prima cosa che devi sapere è che il pagamento delle tasse universitarie va effettuato sui Servizi Online. Dopo aver fatto il login, con le credenziali che ti sono state fornite al momento dell’immatricolazione (le stesse che usi per accedere ad AulaWeb), dovrai entrare nell’area riservata agli studenti, dopodiché dovrai scegliere la voce “Pagamento Tasse”. Qui vedrai una tabella che ti illustrerà le voci pagabili.
L’università di Genova utilizza il servizio PagoPA: non si tratta di un sito singolo, ma di un sistema nazionale che collega cittadini, banche e pubbliche amministrazioni. Nel nostro caso, aiuta gli studenti universitari a non commettere errori durante i versamenti, perché ogni pagamento è tracciato, identificato e automatico. I vantaggi? Non è necessario inserire IBAN o causali manualmente, non si rischia di pagare la tassa sbagliata e, soprattutto, l’università sa subito che sei tu ad aver pagato una determinata tassa.
PagoPA ti assegna un Identificativo Univoco di Versamento (IUV), una sorta di “etichetta” del pagamento.
In breve, quando clicchi il pulsante “Paga”, l’università ti reindirizza alla piattaforma PagoPA, scegli un prestatore (banca, circuito carta ecc.), inserisci i dati della carta o del conto e confermi. A quel punto, il sistema comunica subito con l’università, il pagamento viene registrato quasi in tempo reale e ti viene inviata una ricevuta digitale, il tutto in automatico. Comodo, vero?
Oppure, se opti per il pagamento con avviso, puoi scaricare questo avviso (documento con QR code e IUV) e portarlo in tabaccheria, banca, ATM e così via; quando effettui l versamento, il sistema legge il codice, PagoPA riconosce il pagamento e lo abbina automaticamente alla tua posizione. In questo caso, per registrare il pagamento possono occorrere da alcuni minuti a poche ore.
Le commissioni
PagoPA, benché comodo e funzionale a non commettere errori, non è completamente gratuito: infatti ogni canale, che sia la banca, la carta o l’app, implica una piccola commissione, che può variare da pochi centesimi a pochi euro.
Nulla di preoccupante ad ogni modo.
Fai attenzione!
Il pagamento non è modificabile, non puoi cambiare l’importo, né tantomeno parzializzare.
Oltre a questo, non è possibile annullare il pagamento: eventuali rimborsi vanno richiesti direttamente all’università.
Gli errori più comuni (e come evitarli)
- Hai pagato ma non risulta?
Niente panico: può succedere perché hai appena pagato (e, se hai optato per la banca o la tabaccheria, le tempistiche sono maggiori), oppure perché il sistema non si è ancora aggiornato. Cosa puoi fare? Semplice, attendi qualche ora (in casi rari massimo 24h) e controlla anche la tua area UniGePay, oltre alla ricevuta. - Hai ripetuto il pagamento?
In questo caso dovrai richiedere il rimborso all’università: è una procedura lenta e noiosa, ma risolvibile. Ti consiglio di controllare sempre se c’è un aggiornamento dello stato del pagamento e se hai già una ricevuta PagoPA. - Ricevuta ≠ “pagamento registrato”
Hai ottenuto la ricevuta e credi che sia tutto fatto? Mi dispiace, ma non è proprio così. È vero che la ricevuta è la prova dell’avvenuto pagamento, ma è meglio sempre verificare che l’università l’abbia registrato: accertati che compaia, sul portale dei Servizi Online, la voce “pagato” a fianco allo stato del pagamento. - Hai pagato all’ultimo minuto?
Hai corso un bel rischio. PagoPA è veloce, ma non istantaneo al 100% in tutti i casi. Se paghi il giorno stesso della scadenza, il sistema potrebbe impiegarci 24 ore a registrare il pagamento e tu potresti incorrere in una mora. Ti consiglio di pagare sempre almeno uno o due giorni prima.
Com’è fatta una ricevuta PagoPA?
La ricevuta PagoPA solitamente è un PDF con la dicitura “Ricevuta Telematica (RT)”. Ma quali sono le sue componenti fondamentali? Vediamole insieme:
- Identificativo Univoco di Versamento (IUV) che, come già spiegato, identifica una specifica tassa pagata da una specifica persona;
- Esito del pagamento, che può risultare “eseguito”/”pagato” oppure “fallito”/”annullato”;
- Importo: la cifra che hai pagato deve corrispondere esattamente alla tassa;
- Data e ora del pagamento;
- Ente creditore, nel nostro caso “Università di Genova”;
- Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP), ovvero chi ha gestito il pagamento, che può essere la banca, il circuito carta, ecc.;
- Identificativo della transazione: un altro codice, diverso dall’IUV, che traccia il pagamento nel sistema PagoPA e può tornare utile in caso di problemi tecnici;
- Causale, ossia ciò che hai pagato (ad esempio “prima rata”, “contributo universitario”, ecc.).
Che succede subito dopo la scadenza?
Dopo la scadenza, la tassa rimane nel sistema, però diventa automaticamente in ritardo. Ed è qui che viene applicata una mora. Cosa significa? L’importo aumenta e viene aggiornato l’avviso PagoPA.
A quanto ammonta la mora? In generale cresce in maniera direttamente proporzionale al ritardo e può essere una cifra fissa o progressiva. In poche parole, più aspetti, più paghi.
Questo potrebbe comportare un blocco della carriera (impossibilità di sostenere esami, verbalizzare voti o iscriverti all’anno successivo) oppure problemi amministrativi (niente certificati ufficiali o anche impossibilità di laurearti finché non paghi). Ma niente panico, tutto si risolve! Come? Entrando su UniGePay e pagando il nuovo importo con mora e il nuovo avviso PagoPA.
Pagamento in ritardo: gli scenari
Vediamo ora, in ordine di gravità crescente, i possibili scenari conseguenti ad un pagamento in ritardo.
Subito dopo la scadenza (quindi pochi giorni), puoi ancora pagare liberamente aggiungendo la mora minima e non incorri in nessun blocco immediato.
Dopo alcune settimane, la mora aumenta e insorgono le prime limitazioni, ad esempio potresti avere difficoltà con pratiche o iscrizioni.
Se invece il ritardo arriva a coprire mesi o a superare le scadenze chiave, non potrai sostenere alcun esame, la tua carriera verrà “congelata”, non potrai iscriverti all’anno successivo e, nel caso fossi all’ultimo anno, non potrai laurearti.
Le cifre della mora
Le more possono variare a seconda dell’anno o del regolamento, ma in generale i valori sono questi:
- Ritardo breve: circa 15-30 euro
- Ritardo medio: circa 30-60 euro
- Ritardo lungo: anche più di 100 euro.
Per concludere…
Come ad ogni altra cosa, occorre prestare molta attenzione alle tasse e alle loro scadenze, ma vedila dal lato positivo: questo ti aiuterà a responsabilizzarti fin dal momento della prima immatricolazione!
